(fotografato all'isola di Chios- Grecia)
Acanthus mollis L.
ACANTO

Acantacee.Erbacea perenne alta 15-120 cm, con fusti eretti, cilindrici, semplici, talvolta leggermente legnosi alla base.
Le foglie basali, lunghe 50-80 cm, picciolate, coriacee, di colore verde scuro, presentano una leggera pubescenza lungo le nervature, sul picciolo e sui bordi. La lamina fogliare, dal contorno più o meno spatolato, è pennatopartita, con 6-7 lobi più o meno incisi per ogni lato.
I fiori, riuniti in una densa spiga terminale allargata, sono accompagnati da delle brattee dentato-spinose. Il calice, bilabiato, lungo 3,5-4,5 cm, è spesso soffuso di viola.
La corolla binaco-rosata,con tubo brevissimo, è formata dal solo labbro superiore trilobato. Fiorisce da marzo a giugno.
Luoghi incolti, siepi, luoghi ombrosi, margini di strade, dal piano a 800 m di altitudine.
Caratteristica delle zone mediterranee occidentali, in Italia è una specie piuttosto comune, più rara o assente nelle regioni settentrionali.
La sue foglie hanno ispirato il motivo ornamentale del capitello corinzio.
Una leggenda greca narra che la nutrice di una fanciulla corinzia, morta precocemente, aveva deposto sulla tomba una cesta con i suoi oggetti più amati, adottando la precauzione di ricoprirla con una tegola quadrata per nasconderli e preverire furti. Giunta la primavera l'architetto Callimaco vide la tegola sollevata da un cespo armonioso di foglie d'acanto cresciute sul sepolcro, quasi a simboleggiare la metamorfosi della fanciulla in pianta. Questa visione gli ispirò l'idea del càlato del capitello corinzio. Probabilmente la pianta alla quale si ispirava lo stile corinzio era l'acanthus spinosus, tipico dell'Europa orientale e caratterizzato da una spiga molto spinosa di brattee di color porpora chiaro, lunga almeno una quarantina di centimetri e molto vistosa in luglio.
Il nome deriva dal latino acanthus = spinoso e mollis = molle.
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