(fotografato a Ciampino-Lazio)

Allium triquetrum L.
AGLIO SELVATICO


Amaryllidaceae. Pianta erbacea perenne, con bulbi bianchi e oblunghi, spessi fino a 1,5 cm e scapi robusti, alti fino a 30 cm che presentano una sezione trasversale a forma triangolare con tre ali appuntite che sono inguainati alla base da 2-3 foglie nastriformi, appiattite e carenate sulla pagina inferiore, lunghe più dello scapo, larghe 3 – 12 mm, ristrette bruscamente in una punta breve e ottusa.
Le foglie superiori sono più corte ed arcuate.
I fiori profumati ed ermafroditi, in numero variabile da 3 a 15, portati da peduncoli di 1-4 cm sono riuniti, alla sommità dello scapo, in ombrelle lasse e asimmetriche e avvolti da una spata bivalve verdognola, che si fessura e si apre diventando bianca alla fioritura; sono dapprima eretti poi penduli in una sola direzione, hanno forma campanulata, sono lunghi fino a 18 mm, ed hanno 6 tepali petaloidi appuntiti di colore bianco con una striatura mediana verde e gli stami che racchiusi entro il fiore sono lunghi la metà del perigonio.
Ovario supero. Il frutto è una capsula loculicida.
Bacino occidentale del Mediterraneo, dalla Liguria alla Spagna ed Algeria.
Allium è il nome col quale i Romani chiamavano questa pianta che deriva da una parola celtica che significa caldo.
Il nome specifico triquetrum è attinente alla forma dello stelo trigono.
Come la maggior parte degli Allium, contiene di un antibiotico l’ allicina, che gli conferisce proprietà ipotensive, antibiotiche, disinfettanti, ipoglicemizzanti. Inoltre ricerche recenti indicano che ha benefici effetti sulle malattie cardiovascolari. Entra a far parte di numerosi repellenti. In cucina sia lo scapo che i piccoli bulbi venivano in passato consumati crudi come insalata, o adoperati per insaporire le minestre di legumi.
Antichissima è la conoscenza dell’ aglio, si sa che 5000 anni fa gli Egiziani lo stimavano al punto di usarlo per acquistare uno schiavo maschio e sano pagandolo con circa 7 kg di aglio, che costituiva anche parte dell’alimentazione degli operai che lavorarono alla costruzione della piramide di Cheope (2500 a.C.) per aumentare il loro vigore. Tra le virtù dell’Allium descritte nel Medio-evo e nel rinascimento troviamo che: “caccia fuor del corpo i vermi larghi, provoca l’orina, giova ai morsi delle vipere, è utile à gli hidropici, chiarifica la voce, alleggerisce la tosse vecchia, amazza i pidocchi, risolve i lividi, fa rinascere i capelli cascati per pelagione” (Mattioli, 1544).
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