(fotografato a Monti della Duchessa - Lazio)
Hyoscyamus niger L.
QUISQUIAMO NERO

Solanaceae. Rispetto al "hyoscyamus albus" descritto sopra, si differenzia per le foglie cauline sessili, anzichè picciolate, per i fiori gialli con un reticolo di nervature violacee e per l'odore più forte e sgradevole. Cresce negli stessi ambienti del "hyoscyamus albus".
Il termine generico dal greco "hyòs-kiaos" = fava del porco. La tradizione vuole infatti che il maiale potesse cibarsene senza conseguenze, mentre l’uomo ne restasse avvelenato. Il termine specifico dal latino "niger" = nero, perché la corolla all'interno presenta un reticolo violaceo che tende sul fondo ad infittirsi e a creare una macchia scura.
Sin dal Medio Evo è noto l'utilizzo del Giusquiamo come "pianta magica". Le sue proprietà infatti ne facevano una droga ideale per facilitare le più disparate facoltà dell'occulto, dalla profezia allo sdoppiamento psichico, dalle proiezioni astrali fino al colloquio con i morti. Nel XV secolo questa pianta veniva utilizzata come narcotico e analgesico nel corso delle operazioni chirurgiche.
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