(fotografato sul Monte Pasubio-Veneto)
Lamium orvala L.
FALSA ORTICA MAGGIORE


Lamiaceae. Pianta alta dai 40-80 cm, fusto semplice ed eretto, molto angoloso, arrossato ai nodi e coperto da corti peli patenti. Le foglie, relativamente grandi, mollemente pelose e lungamente picciolate, ostentano una lamina cuoriforme od ovato-cordata, profondamente acuminata e doppiamente seghettata. Mentre la pagina superiore è di colore verde scuro, quella inferiore tende al rossastro.
I fiori sessili, normalmente in numero da 8 a 14, sono raccolti in verticilli ascellari ed emanano un odore sgradevole di citronella. La corolla gamopetala (5 petali quasi del tutto fusi) è rosso-porporina vinosa con tubo diritto (15-20 mm) e rigonfio alle fauci. Mentre il labbro superiore appare arcuato e pubescente-cigliato con i lobi divergenti, quello inferiore, bianchiccio con punti e strie porporine, è bilobo dentellato con un dente bifido o trifido per lato.
Uno dei primi studiosi dell'antichità ad usare il nome generico di questo fiore (Lamium) è stato Plinio il quale ci indica anche una possibile etimologia: questo termine discenderebbe da un vocabolo greco ”laimos” il cui significato è “fauci – gola”. Ma potrebbe discendere anche da altre parole greche: ”lamos” (= larga cavità), oppure dal nome di una regina libica ”Làmia”. In quest'ultimo caso il collegamento esiste in quanto le mamme greche, per far star buoni i loro bambini, descrivevano questa regina come un mostro capace di ingoiarli (come del resto fa il fiore di questa pianta quando un bombo entra nel tubo corollino in cerca del nettare)
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