(fotografato al Monte Soratte - Lazio)


(fotografato sul Gargano-Puglia)
Romulea bulbocodium (L.) Sebast. & Mauri
ZAFFERANELLO


Iridaceae. specie erbacea bulbosa di piccole dimensioni, uniflora o pluriflora (1-3 fiori); cormo (bulbo-tubero) piuttosto piccolo (8-18 mm di diametro massimo), ovoidale, avvolto da tuniche di colore bruno-rossastro, intere e di consistenza cartacea; scapo fiorale lungo 3-9 cm (fino a 15 cm alla fruttificazione); fiorisce da gennaio ad aprile.
Foglie basali ridotte ad una guaina traslucida che avvolge la porzione basale del fusto, foglie superiori (3-4) strettamente lineari a sezione semicilindrica, striate, spesso ricurve e allargate alla base della panta, visibilmente pi lunghe del fusto (6-22 cm), spate fiorali cauline, appaiate, la spata superiore membranosa con nervo erbaceo quella inferiore erbacea ma con bordo membranoso; fiori ermafroditi a perigonio piuttosto grande (lunghezza complessiva 18-45 mm), imbutiforme, con tubo giallo, peloso, lungo circa 1/3 delle lacinie, queste ultime hanno contorno ellittico ad apice acuto e sono di colore generalmente azzurro-violetto pallido (spesso variegate o sfumate di verde o di giallo) con base gialla, da ci consegue che anche la fauce perigoniale di colore giallo;stilo allungato che supera di poco le antere, antere e polline di colore giallo-aranciato; frutto a capsula loculicida obovoide, compressa lateralmente (diametro 12-13 mm), contenente diversi semi globosi, relativamente grandi (1,3/1,5 mm) e di colore bruno.
Pascoli, prati a sfalcio, schiarite e orli boschivi, dal piano a 1200 m.
Specie con areale limitato alle coste mediterranee, (area dell'Olivo). Distribuzione in Italia: Liguria, regioni peninsulari e isole. Frequente dalla Toscana centro-meridionale alla Sicilia, lungo il versante ionico e basso adriatico risale fino al Gargano dove relativamente comune, pi a Nord tende progressivamente a rarefarsi, raggiunge comunque le Marche e le zone collinari intorno a Genova, dove molto rara, rarissima anche in Sardegna.
Il nome del genere Romulea deriva da quello di Romolo, fondatore e primo re di Roma; l'epiteto specifico "bulbocodium" termine composto dalle parole greche "bolbos" ossia ossia bulbo e "kodion" che letteralmente significa "piccolo vello", allude probabilmente alle tuniche che avvolgono il cormo di questa specie, intere e leggermente vellutate al tatto.
va a romulea columnae
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