(fotografata al Monte St.Ivan-Peljesac -Croazia)
Salvia officinalis L.

Lamiaceae . Erbacea perenne alta 20- 80 cm con fusti eretti o ascendenti, pubescenti e ramificati in alto, legnosa alla base, con forte odore aromatico. Le foglie sono oblungo-ovate, lungamente peduncolate, con rugosità reticolata, leggermente crenate, feltrose inferiormente.
Fiori viola in verticilli di 4-8 elementi, corolla lunga 17-25 mm, con labbro superiore eretto.Fiorisce da maggio a settembre.
Prati poveri, luoghi aridi, steppe sassose, dal piano fino a 1600 m di altitudine.
Caratteristica dell'Europa mediterranea, naturalizzata, coltivata come pianta medicinale e ornamentale.
La Salvia era conosciuta sin dall'antichità e pare che persino Cleopatra, la usasse per preparare filtri afrodisiaci. I Galli la consideravano una panacea, in grado di guarire tutti i mali. I druidi la usavano contro febbre, tosse, paralisi, epilessia, ma anche per favorire il concepimento e il conseguente parto. Le era attribuito anche il potere di resuscitare i morti ed entrava come ingrediente in numerosi incantesimi. Ippocrate ne consigliava l'uso nelle piaghe, gli egiziani la usavano per imbalsamare i morti. I romani la impiegavano per conservare la carne e credevano che rendesse immortali; la chiamavano” erba sacra” e le attribuivano capacità di curare il morso dei serpenti, a condizione che non fosse stata infettata dall'alito venefico dei rospi e per questo pensavano che potessero raccoglierla solo pochi fortunati, abbigliati in modo particolare e dopo avere fatto particolari sacrifici.
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