(fotografata sul Costone-Abruzzo)


(fotografata sul Monte Canin - Friuli Venezia Giulia)
Saxifraga paniculata Mill.
SASSIFRAGA DELLE ROCCE


Saxifragaceae. Pianta formante pulvini. Fusto alto 5-40 cm, ramificato in alto a mò di pannocchia.
Foglie basali in rosette, succulente, coriacee, sessili, con lembo oblungo-spatolato, lunghe da 2 a 5 cigliate alla base e il margine con denti incurvati., le evidenti secrezioni calcaree, sul bordo della faccia superiore conferiscono un aspetto farinoso. Le foglie cauline lineari-subspatolate con denti più acuti. Infiorescenze in racemi lassi formati da piccole pannocchie di fiori ermafroditi con calice glabro a 5 sepali ovali – triangolari, tanto lunghi quanto larghi, e più corti del tubo; corolla larga 10 mm formata da 5 petali obovati-oblunghi o anche spatolati, di colore bianco-giallastro, spesso punteggiati di rosso, 1-2 volte più lunghi dei sepali; Stili 2, Stami 10, gineceo con ovario semiinfero.Fiorisce Giugno - Agosto
Il frutto è una capsula.
Fino a 3500 m. Fessure di rupi, siti erbosi e sassosi.
Distribuzione in Italia: vegeta sull’ arco alpino e sulla catena appenninica, è presente in tutte le regioni escluso Puglia, Sicilia e Sardegna.
Pirenei, Alpi, Sudeti, Groenlandia. Pianta europea-nordamericana.
Saxifraga deriva dal Latino saxum = sasso e frango = rompo , quindi spaccasassi per la capacita di incunearsi tra le rocce, o anche per l’uso che se ne faceva in passato per eliminare i calcoli renali. Quello della specie dal latino paniculatus = dotato di pannocchia, per la forma della sua infiorescenza.
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