(fotografato al Supramonte di Dorgali-Sardegna
substrato: calcare)

Trifolium stellatum L.

Fabaceae. Pianta erbacea annuale di modeste dimensioni (5-25 cm) con fusto eretto o ascendente con internodi superiori più lunghi, ricoperto di peli patenti biancastri.
Le foglie portate da un picciolo peloso, sono alterne, trifogliate, con stipole ovato-rombiche, ottuse, pelose, venate di bruno sul dorso, membranacee, con margine dentellato. Le foglioline obovate o obcordate, denticolate e bilobate all’apice sono pelose su entrambe le superfici.
Infiorescenza terminale e solitaria a forma di capolino ovoidale all’antesi e subgloboso e allungato alla fruttificazione su un lungo peduncolo. I suoi numerosi fiori, ermafroditi, pentameri, hanno calice attinomorfo, cilindrico, con la parte ventrale più gonfia alla fruttificazione, formato da un tubo irsuto con 10 nervi e denti subulati più lunghi del tubo.
Alla fruttificazione la parte ventrale del calice si gonfia (calice urceolato ) e i suoi denti diventano patenti, a stella, circondati da un anello di peli lanosi. La corolla papilionacea ha i petali saldati alla base di colore rosa vinoso o rosso vivo o giallastri poco più lunghi dei denti del calice, il vessillo è ricurvo verso l’alto ed è più lungo delle ali e della carena. Il frutto incluso nel calice è un piccolo legume indeiscente, monospermo, con pericarpo membranaceo.
Fiorisce da aprile a giugno
Incolti aridi e soleggiati su terreni acidi o calcarei, pendii, bordo strade fino a 1000 m di altitudine.
In Italia è raro e localizzato nel Settentrione, diventa comune a Sud dell’Appennino Settentrionale.
Il nome del genere si riferisce alle sue tre foglioline, quello della specie al suo calice che al momento della fruttificazione si apre a formare una stella a cinque punte.
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