(fotografato al Monte Lupone-Monti Lepini- Lazio)


(fotografato a Cima Casarene -Monti Lucretili- Lazio)

Viscum album L.
VISCHIO


Viscaceae. Alto fino a 90 cm, un poco legnoso e molto ramificato, cresce sui rami di molti alberi a foglie caduche (solitamente querce, salici, pioppi e meli selvatici).E' un semiparassita, vive a spese di una pianta ospite in cui affonda le radici specializzate e in parte grazie al nutrimento prodotto dalla sua stessa clorofilla.
Le foglie alquanto coriacee sono pių larghe nella parte superiore. Ciascun fusto verde termina in una infiorescenza e in due germogli laterali, cosė da biforcarsi ripetutamente.
I fiori , maschili e femminili, insignificanti, si formano su piante separate, sono privi di peduncolo sono in verticilli formati da tre a cinque fiori. I frutti semitrasparenti e bianchi sono carnosi e vischiosi, compaiono da settembre a gennaio.
E' propagato dagli uccelli che si nutrono della bacche bianche e che strofinano sui rami i semi vischiosi rimasti sul becco.
Raro ma distruibuito in tutta Italia.
Secondo Plinio il Vecchio, i druidi della Bretagna lo adoperavano per riti religiosi, tagliavano il vischio e lo facevano cadere su un panno bianco, dato che il contatto con la terra avrebbe tolto ogni magico potere; due tori bianchi venivano sacrificati per salvaguardare il potere della magia. La pianta aveva il potere di rendere fertili le donne sterili.
Ogni volta che un uomo bacia una ragazza sotto il vischio, perpetua un rito magico che dura da millenni.
va a Xanthium orientale
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